Il Test Combinato è l’associazione della Translucenza Nucale (NT) con il BiTest, in relazione all’età materna e a quella gestazionale ecografica. L’incrocio delle informazioni ottenute permette di calcolare il rischio specifico individuale. La sua sensibilità raggiunge il 90-95%.
Si tratta di un esame innocuo, del tutto sicuro e privo di rischi, sia per la madre che per il feto, ma va ribadito che ad ogni modo non può sostituirsi né alla villocentesi, né all’amniocentesi, qualora necessari.
COS’È LA TRANSLUCENZA NUCALE
La Translucenza Nucale corrisponde a quella regione posteriore del collo fetale, compresa tra la cute la colonna vertebrale e viene misurata ecograficamente tra la 11ª settimana e la 13ª più 6 giorni di gestazione. La NT, da sola, non è abbastanza sensibile per essere utilizzata come test di screening.
COS’È IL BITEST
Il BiTest consiste nel prelievo di sangue materno per eseguire il dosaggio della Beta-hCG (subunità Beta della gonadotropina corionica umana) e della PAPP-A (proteina A plasmatica associata alla gravidanza), sostanze che talvolta subiscono variazioni in presenza di anomalie del cariotipo fetale.
Il calcolo del rischio statistico, espresso in termini di probabilità, è effettuato da un software che tiene conto di molteplici elementi: concentrazioni biochimiche, misurazione della plica nucale, età materna, epoca gestazionale e altro. Il risultato è considerato positivo se il rischio è uguale o superiore a 1:250. In caso di positività, cioè nel caso in cui venisse evidenziato un aumentato rischio di patologia cromosomica, sarà opportuno effettuare la villocentesi, o l’amniocentesi, attraverso le quali si prelevano frammenti di villi coriali nella prima e liquido amniotico nella seconda per la determinazione del cariotipo fetale.
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