• VISITE SPECIALISTICHE

    UROLOGIA – ANDROLOGIA

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    Dott. Barrese, chi deve andare dall’urologo?

    E’ bene che si facciano visitare dall’urologo uomini o donne che soffrono, ad esempio, di calcoli renali, ernie inguinali, presenza di sangue nelle urine, bruciore durante la minzione, aumentata frequenza e/o riduzione della forza della minzione, dolori renali, urgenza minzionale, difficoltà nell’iniziare ad urinare, incontinenza urinaria (incapacità di trattenere le urine), varicocele (dilatazione varicose delle vene testicolari), malattie prostatiche, sono alcune delle tante situazioni in cui è indispensabile l’intervento dell’urologo.

    Quanto gioca il ruolo della prevenzione nell’urologia?

    Ovviamente tantissimo. La prevenzione è la migliore terapia per tutte le patologie ma soprattutto per quelle oncologiche. Il tumore del rene, per fare un esempio, grazie all’ecografia, metodica semplice e facilmente eseguibile, viene diagnosticato sempre in una fase più precoce e ciò permette una guarigione completa dalla malattia. Ma è soprattutto il carcinoma prostatico che, in questi anni, grazie a un semplice esame del sangue, il PSA (antigene prostatico specifico) ha visto completamente cambiare l’evoluzione di questa malattia. Ciò ha determinato un aumento delle diagnosi di carcinoma prostatico diventando, in percentuale, il secondo tumore dopo quello polmonare per l’uomo, ma con una riduzione della mortalità di circa il 50% grazie alla diagnosi precoce. Un errore che viene spesso commesso è quello di pensare che il solo controllo del PSA possa essere sufficiente per la diagnosi delle patologie prostatiche, ma non è così, il PSA ci dice solo se c’è un sospetto di tumore prostatico, ma è poi la visita urologica e gli eventuali ulteriori esami che ci dicono se quel paziente ha un carcinoma prostatico o un’ipertrofia prostatica benigna. Dopo i 40 anni la ghiandola prostatica comincia una crescita regolata dal sistema ormonale, che negli anni può determinare problemi ostruttivi e quindi modificare lentamente il nostro modo di urinare. È consigliabile, quindi, dopo i 40 anni, una visita e un esame del PSA all’anno.

    Chi deve andare, invece, dall’andrologo?

    L’andrologo è chiamato ad intervenire in tutte le malattie che interessano direttamente o indirettamente la sessualità maschile, a qualsiasi età, sia nella fase di prevenzione che in quella della terapia vera e propria.

    Può farci qualche esempio?

    Le anomalie anatomiche del pene del prepuzio (Fimosi), i disturbi nell’ottenere o nel mantenere l’erezione, l’eiaculazione precoce, la mancanza dell’eiaculazione o dell’orgasmo, il dolore durante il rapporto sessuale.
    O ancora, le malattie infiammatorie ed infettive delle vie urinarie e dei genitali, dolori e gonfiori dei testicoli, la carenza del desiderio sessuale, l’infertilità, fino a patologie più gravi come il tumore del testicolo e del pene.

    Si può parlare nell’uomo di andropausa?

    Nell’uomo, a differenza della donna, non esiste, con l’avanzare degli anni, la cessazione della produzione di ormoni. E’ quindi sbagliato parlare di andropausa, un termine che è andato affermandosi negli ultimi anni, ma che in realtà è privo di significato. E’ possibile, infatti, avere una normale attività sessuale in qualsiasi fascia di età.

    Da cosa è dovuta, nell’uomo, la riduzione dell’attività sessuale?

    È dovuta al sopraggiungere di altre patologie quali ipertensione, aterosclerosi, cardiopatia, diabete, problemi psicologici e sociali dovuti all’invecchiamento. Per questo è importante anche nella terza età, rivolgersi con serenità e senza timore all’andrologo per una valutazione più approfondita del problema.

    Ma i giovani sono sensibilizzati sull’importanza di andare dall’andrologo?

    Poco.

    La prevenzione andrologica nell’adolescenza è invece importante.

    Avendo abolito la visita militare, i nostri ragazzi arrivano in età adulta senza aver mai fatto un controllo dei genitali dopo la pubertà, e così patologie come il Varicocele che rappresentano il 40% delle cause di infertilità nell’uomo, vengono misconosciute finché non si eseguono controlli per un’infertilità di coppia.

    Fondamentale quindi durante l’adolescenza, così come avviene per le donne con il ginecologo, iniziare a fare dei controlli periodici ai nostri ragazzi anche perché, molto spesso, i ragazzi provano vergogna a parlare con i propri genitori dei loro disagi sessuali e questa potrebbe servire a risolvere molti dei loro dubbi.

    ELENCO ESAMI: UROLOGIA – ANDROLOGIA
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    Questa metodica ha dimostrato una buona sensibilità e specificità e si sta ritagliando un ruolo molto importante nella gestione di lesioni sospette e nella diagnosi dell’adenocarcinoma prostatico.


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    L’uroflussometria è un esame di base funzionale innocuo ed estremamente semplice che consente di valutare la qualità della minzione (ad esempio in caso di sospetta ostruzione delle basse vie urinarie)


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    Lo svolgimento della visita urologica varia a seconda del sesso del paziente e della sintomatologia riferita. L’urologo è il medico esperto della struttura, della diagnosi e della cura delle malattie dell'apparato urinario.


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    La prima fase dell’esame è quella basale, in questa fase vengono controllate le varie strutture del pene in particolare, il setto intercavernoso, la tunica albuginea, i corpi cavernosi e il corpo spongioso.


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